Antonino Saetta. Il primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia

Antonino Saetta. Il primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia - Carmelo Sciascia Cannizzaro | Rochesterscifianimecon.com

...naples2007. Loading ... Antonino Saetta era un uomo e un magistrato schivo e riservato, che amava e svolgeva in silenzio il suo mestiere ... Antonino Saetta. Il primo magistrato giudicante ... ... . Proprio la sua poca notorietà da vivo, probabilmente, ha reso poco noto anche il suo sacrificio per essersi opposto alla mafia: sarà il primo magistrato giudicante ucciso in Italia e in Sicilia. La sua carriera […] Saetta Antonino. Magistrato canicattinese ucciso dalla mafia il 25 settembre del 1988. Uomo equilibrato ed integerrimo pagò con la vita il rifiuto a piegarsi alle pressioni criminali che volevano ribaltare in appello un ... Antonino Saetta. Il primo magistrato giudicante ... ... . Uomo equilibrato ed integerrimo pagò con la vita il rifiuto a piegarsi alle pressioni criminali che volevano ribaltare in appello un verdetto contro la mafia di Palermo. E' stato assassinato insieme al figlio Stefano. Antonino Saetta fu poi nuovamente a Palermo, quale Presidente della I sez. della Corte d'Assise d'Appello. Qui si occupò di altri importanti processi di mafia, in particolare presiedette il processo relativo alla uccisione del capitano Basile, che vedeva imputati i pericolosi capi emergenti Vincenzo Puccio, Armando Bonanno, e Giuseppe Madonia. Antonino Saetta. Il primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia (Italiano) Copertina flessibile - 1 settembre 2008 Antonino Saetta. Il primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia è un libro di Carmelo Sciascia Cannizzaro pubblicato da Paoline Editoriale Libri nella colla...

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Carmelo Sciascia Cannizzaro
DIMENSIONE
7,39 MB
NOME DEL FILE
Antonino Saetta. Il primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia.pdf

DESCRIZIONE

Era la sera del 25 settembre 1988. Sulla strada statale 640 che conduce da Agrigento a Palermo, un agguato di mafia uccise con 46 proiettili Antonino Saetta, Presidente della prima sezione della Corte di Appello e suo figlio, mentre in auto tornavano a Palermo. Una triste storia di mafia. Il giudice Saetta, sentendosi in pericolo durante quel processo, aveva chiesto di essere trasferito ad altra Corte d'Appello, ma la sua richiesta non venne accettata: era necessaria la sua presidenza proprio in quel luogo e in quel processo per il suo equilibrio e il suo amore per la giustizia. Aveva obbedito, pur vivendo nel timore della morte violenta, e aveva condotto a termine quella fase del gravissimo e difficile processo con la coscienza e con lo scrupolo che gli erano abituali. Non lasciava trapelare le sue preoccupazioni ma quel giorno stesso dell'agguato, in famiglia lo notarono più pensieroso del solito. Forse era stato avvertito da oscure minacce. E stato definito un eroe, un martire della giustizia. Questa consapevole accettazione del pericolo da parte del giudice Antonino Saetta, la sua fedeltà al dovere senza chiedere né scorta, né altre forme di protezione è stata una scelta di eroismo e queste pagine vogliono rendere omaggio a questa figura di magistrato che lucidamente ha accettato di percorrere una strada di cui conosceva fin troppo bene il traguardo finale e che ha coinvolto suo figlio.

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