La fine dell'onniscienza. Epistemologie della complessità

La fine dell'onniscienza. Epistemologie della complessità - Mauro Ceruti | Rochesterscifianimecon.com

...vita per poter disporne a piacimento, che sembra trovarsi alla base della hybris cui Homo sapiens sottopone sia l'ambiente che i propri simili ... La Fine Dell'Onniscienza. Epistemologie Della Complessita ... ... . «LA FINE DELL'ONNISIENZA ... del pensiero complesso • Ha evidenziato grande interesse per l'epistemologia di Piaget 2. 3 « LA FINE DELL'ONNISIENZA» E' una raolta di 6 saggi he sintetizzano il pensiero ... sciogliere la complessità dei fenomeni nella semplicità di leggi astratte universalmente ed eternamente valide La complessità del progresso - Mauro Ceruti Fondazione Collegio San ... (docente di Epistemologia della globalizzazione all'Università IULM di Milano), dal titolo 'La complessità del progresso. La fine dell'o ... La fine dell'onniscienza. Epistemologie della complessità ... ... ... (docente di Epistemologia della globalizzazione all'Università IULM di Milano), dal titolo 'La complessità del progresso. La fine dell'onniscienza stampa. Università. Università degli Studi di Bergamo. Insegnamento. Filosofia della scienza (25141) Titolo del libro La fine dell'onniscneza - Epistemologie della complessità; Autore. Mauro Ceruti. Caricato da. Virginia Capriotti. Anno Accademico. 18/19 «La fine dell'onniscienza» Dott.ssa Cristina Zarbo 9 Novembre 2015 Seminari di accompagnamento al corso di Epistemologia pedagogica e delle scienze dell'educazione Anno Accademico 2015/2016. Riassumendo….. Passaggio dalla Scienza Moderna alla Scienza ... L'epistemologia della complessità...

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Mauro Ceruti
DIMENSIONE
5,19 MB
NOME DEL FILE
La fine dell'onniscienza. Epistemologie della complessità.pdf

DESCRIZIONE

«Il filo rosso di questo volume è costituito dall'identificazione di quella "indomita tendenza" a semplificare il mondo della vita per poter disporne a piacimento, che sembra trovarsi alla base della hybris cui Homo sapiens sottopone sia l'ambiente che i propri simili. Riconciliare "tecnoscienze" e "saggezza" stipulando "una nuova alleanza" tra uomo e ambiente è per Mauro Ceruti e per la sua filosofia della complessità la via per emanciparsi dal mito dell'onniscienza/onnipotenza e costruire un'antropologia adatta a un universo tipicamente plurale, che fin dai tempi della "rivoluzione copernicana" si era rivelato privo di centro, senza confini e libero da ogni artificiosa gerarchia. Le ipotesi, le teorie, le "macchine" che l'impresa tecnico-scientifica via via realizza non vanno più intese come mezzi di rappresentazione/manipolazione di una realtà assoluta, che l'uomo può tuttavia sfruttare, ma come tentativi sempre più articolati in un reciproco processo di adattamento tra ambiente e uomo: quasi come un fiume, che si forma là dove meglio il paesaggio circostante permette all'acqua di scorrere, e insieme contribuisce a modellare il paesaggio stesso. Nell'ormai lontano 1986, dedicavo a Mauro Ceruti una splendida battuta di Friedrich von Hayek: "L'uomo non è e non sarà mai il padrone del proprio destino: ma la sua stessa ragione progredisce sempre portandolo verso l'ignoto e l'imprevisto, dove egli impara nuove cose". Oggi mi sembra giusto riproporgliela, proprio alla luce della sua idea che "Homo sapiens non è nato umano, semmai ha appreso a essere umano".» (Dalla Prefazione di Giulio Giorello).

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