Gli incrociatori italiani nella seconda guerra mondiale

Gli incrociatori italiani nella seconda guerra mondiale - Mark E. Stille | Rochesterscifianimecon.com

...sconfitta degli imperi centrali, come si può provare con sicurezza sulla base della dinamica degli eventi bellici, delle perdite inflitte, dell'importanza centrale dell'Italia nella distruzione dello stato asburgico ... L'Italia e la Seconda Guerra Mondiale ... . La formazione inglese insegue quella italiana, ma nello scambio di cannonate non viene prodotto alcun danno; alle 15.20 gli incrociatori inglesi si sganciano, convinti di aver allontanato gli italiani dal convoglio (alle 15.35 segnaleranno, infatti, al loro comando di Alessandria: "nemico respinto"). Il naviglio militare italiano della prima guerra mondiale era ampio e diversificato. La Regia Marina all'entrata in guerra dell'Italia, i ... Incrociatore da battaglia - Wikipedia ... .35 segnaleranno, infatti, al loro comando di Alessandria: "nemico respinto"). Il naviglio militare italiano della prima guerra mondiale era ampio e diversificato. La Regia Marina all'entrata in guerra dell'Italia, il 24 maggio 1915, era per numero di unità e dislocamento in tonnellate di navi da guerra una marina importante, ben dotata di unità pesanti, ma molta cura era stata dedicata anche alle unità leggere, costiere e subacquee. Nella Battaglia di Mezzo Giugno gli incrociatori pesanti italiani non ebbero molta parte, prendendo il mare solo il 14 giugno da Taranto per cercare di intercettare il convoglio Vigorous, ma già alle 5 del mattino successivo la formazione italiana subì una grossa battuta d'arresto: 9 aerosiluranti Beaufort attaccarono ad ondate i cinque incrociatori italiani in mare, ma solo uno ebbe ......

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Mark E. Stille
DIMENSIONE
12,84 MB
NOME DEL FILE
Gli incrociatori italiani nella seconda guerra mondiale.pdf

DESCRIZIONE

La Regia Marina italiana poteva contare, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, su un significativo apporto da parte degli incrociatori. All'indomani del trattato navale di Washington del 1922 si era infatti subito dotata di sette incrociatori da diecimila tonnellate per rinforzare la flotta. Anche dal punto di vista del design gli incrociatori italiani presentarono alcune significative specificità. Dal punto di vista bellico, il loro impiego nel Mediterraneo nel corso della guerra fu massiccio, e li vide coinvolti in tutti gli scontri maggiori, compresi quelli con unità della British Royal Navy. Illustrazioni appositamente commissionate arricchiscono il cospicuo corredo iconografico del libro, che consente un esame approfondito di queste unità e del loro ruolo nella lotta per ìl predominio nel Mediterraneo.

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